Il progetto coinvolge cittadini e cittadine di età e percorsi di vita differenti, ma anche referenti di realtà e istituzioni territoriali e comunità artistiche.
Lo spettacolo dal vivo è spesso costretto in un modello piramidale rigido e, talvolta, pratiche innovative vengono incasellate in strategie di audience development/engagement. E se la curatela plurale fosse invece un territorio inesplorato dell’ecosistema stesso?
Attraverso il processo messo in atto, il gruppo Keepers diventa custode di un patrimonio immateriale fatto di visioni e valori, in dialogo con pubblici, comunità e spazi. Un laboratorio di democrazia culturale in cui l’arte non è solo fruita: è condivisa, discussa, scelta, vissuta e custodita collettivamente.